Celia

Chi_ cèlia: s.f. burla, scherzo. All’anagrafe Sara, senz’acca. Bilancia ascendente Sagittario, “tu ferma proprio non ci sai stare”. Fùs, Brio, Sid, e un’altra mezza dozzina di soprannomi. Tisbe (who’s not a girl), Codadilupo (che s’innamora di tutto). Impressum. Sara-che-viene-da-lontano.

Quando_ Ventisette anni e venire ancora scambiata per una matricola. Finestra illuminata fino a notte alta.

Cosa_ Dottoranda in qualcosateatrali. Allegra Segretaria di Antropologia & Teatro. Mezzabarda, mezzantropologa e mezza addetta alla Propaganda. Caccialibri con amore e Facente Funzioni di Grafico. Fotografa del Milletrè e re-enactor con la reflex in scarsella. Fierissima SanGiorgina oriunda. Innamorata persa di un Cavaliere.

Dove_ ISA prima, DAMS poi, ad oggi accampata al Dipartimento delle Arti. Brianzola dentro, felicemente trapiantata nella Città delle Torri e in momentaneo espatrio dantesco al nord. Eroe minore della Ferroviade, con una seconda patria sparsa per l’Italia intera e mezzo cuore a Bevagna. All’inseguimento della bora.

Come_ Cammino troppo, parlo troppo, prendo troppi regionali e probabilmente me la prendo troppo a cuore. Caratterialmente ispida, ammorbidita nel te. Nata shakespeariana, sulla buona strada per morire brechtiana. Assurda per contagio, ottimista per mestiere.

Essere&Avere_ Onorata proprietaria di cinque spanne di solido acciaio in forma di spada di nome Ghismonda e di una sorella minore battezzata Ellera Mia, di due monete d’argento e tre frecce da gara, di una macchina fotografica chiamata Cassandra e di un vestito di lino, di tre cavolfiori brechtiani e di un grosso grasso ratto blu. Quattro virgole, dieci punti e una freccia tatuati sulla pelle. Innamorata senza scampo del teatro, dei libri, e degli esseri umani.

Perché_ Ne uccide più la penna che la spada, e so usare un poco entrambe. Una volta volevo fare l’attore (e il tempo imperfetto temo sia d’obbligo), sono finita – non so come – ad occuparmi di promozione. Cerco ancora di capire in che punto del teatro piantare le tende, e nel frattempo seguo il Dottore, prendo un treno per Itaca, e scatto molte foto.

Sono un’aspettatrice teatrale e una spettatrice ferroviaria.

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